cucina artigianale in stile vintage

Dove ci porterà l’architettura del futuro? Quali sono i trend che influenzeranno il settore delle costruzioni?

1. Architettura del futuro: dotata di coscienza ambientale.

Il riscaldamento globale, in questo momento, è una delle sfide più interessanti e urgenti per la società, e, naturalmente, per l’architettura.

In base alle nuove direttive europee, tutte le case costruite in Europa dopo il 2020 dovranno avere un consumo energetico uguale quasi a zero.
Anche se è saltata sul treno verde in ritardo, l’architettura sta adottando misure che mirano a farne un elemento sostenibile per la società

Oggi assistiamo a una crescita di consapevolezza nell’utilizzo delle tecniche costruttive.

Si tende sempre più a pensare ai progetti di architettura da un punto di vista termodinamico, cercando di capire come ridurre il consumo di energia.

Gli edifici di nuova costruzione dovranno prevedere impianti di risparmio dell’acqua, apparecchi ad alta efficienza energetica e un migliore isolamento.

2. Architettura del futuro: riciclo e riuso.

L’applicazione dei principi dell’economia circolare, in questo momento, comincia a essere molto estesa in architettura. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale degli edifici. Costruzioni e demolizioni producono tra il 30 e il 50 per cento dei rifiuti solidi dei paesi più sviluppati.

Il principio base è sfruttare e riutilizzare tutto ciò che è considerato rifiuto, e perseguire un uso efficiente delle risorse in ogni stadio del processo di costruzione.

Costruire con materiali naturali come la paglia o i mattoni in argilla genera ancora meno rifiuti, perché questi materiali possono essere riciclati e riusati, con conseguente minore consumo di energia e risorse.

3. Ristrutturare, piuttosto che demolire

La pratica della ristrutturazione di edifici esistenti sta vivendo un momento di picco, in conseguenza della crisi.

La ragione, spesso, è di natura finanziaria: piuttosto che comprare una nuova casa, le persone optano per la ristrutturazione di quella che hanno già.

In una società abituata a distruggere, piuttosto che a preservare o trasformare, questo cambio di mentalità comporta una doppia sfida per gli architetti, poiché il riuso degli spazi implica non soltanto un lavoro di conservazione e di ristrutturazione, basato sul rispetto della tradizione, ma anche la capacità di dare nuovo valore agli edifici, adattandoli alle esigenze del mondo contemporaneo.

4. Architettura del futuro: interesse per tutto ciò che è “locale”.

Oltre ai materiali di produzione industriale e alla tecnologia, sempre più centrali stanno diventando le tecniche di costruzione e le risorse di provenienza locale.

Gli chef sono stati i primi a parlare di “chilometro zero”, gli architetti hanno ripreso e re-interpretato il concetto.

Oggi ormai l’idea di proporre un progetto che non tenga conto dell’origine dei materiali e del futuro ecologico di un sito nel medio e lungo termine è impensabile.

5. Architettura del futuro: inclusiva

L’architettura deve recuperare la sua funzione sociale, adattandosi alle necessità delle persone.

Un’architettura di tipo inclusivo comporta la necessità di fare un passo ulteriore, rispetto alla semplice eliminazione delle barriere architettoniche e alla creazione dell’accessibilità universale: significa progettare ambienti amichevoli, capaci di adattarsi alle più varie necessità e limitazioni che una persona può avere nel corso della sua vita.

In quest’ottica, significa pianificare spazi destinati ad adulti, anziani, mamme, bambini e persone con disabilità.

Spazi dove la relazione sia facilitata e incoraggiata.

6. Architettura del futuro: valorizza la qualità piuttosto che la quantità.

Il nuovo “lusso”, in architettura, sarà rappresentato dalla qualità degli spazi, piuttosto che dalla quantità di metri quadrati a disposizione.

A causa del costo sempre più alto delle abitazioni e della tendenza crescente a vivere nelle grandi città, l’architettura residenziale sarà chiamata a dare risposte nuove in funzione di budget ridotti.

Gli stili di vita delle nuove generazioni influenzeranno l’architettura nella creazione di spazi aperti e di ambienti in grado di trasformarsi, adattarsi alle situazioni più varie e creare atmosfere confortevoli.

Questo significherà avere case più piccole in termini di superficie, ma dotate di maggiore convenevolezza e funzionalità.

7. Architettura del futuro: recupero degli spazi pubblici

Il XX secolo ha visto lo sviluppo di grandi città centrate attorno al trasporto in auto private. Il XXI secolo, invece, vedrà una grande spinta al recupero dello spazio pubblico.

Lo vediamo già nelle nuove politiche della mobilità di molte città: l’auto è sempre più ostracizzata, in favore del recupero delle aree a uso collettivo.

Gli edifici sono progettati sempre più sulla base degli spazi comuni e dei servizi domestici collettivi, come le cucine, gli spazi-gioco o le lavanderie.

Questi modelli mirano a rafforzare le relazioni tra le persone che abitano gli spazi, e a promuovere la comunicazione, la socializzazione e, allo stesso tempo, il valore commerciale delle superfici.

La nuova sfida per l’architettura starà nel creare spazi urbani adatti alla convivenza e all’utilizzo nel tempo libero, dove si possa passeggiare, giocare, o anche semplicemente prendere una boccata d’aria.

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